Poliurea a spruzzo: i principali difetti

I principali difetti della Poliurea a spruzzo

Le membrane poliureiche – di cui fa parte la Poliurea – e tutti gli altri materiali con poteri impermeabilizzanti (tra cui le resine poliuretaniche, acriliche ed epossidiche) che vanno spruzzati a caldo, hanno una tecnologia che consente di ottenere risultati fantastici con la loro applicazione.

Perché non avendo giunzioni, le loro performance in termini di affidabilità e garanzia di risultato, sono ottimali.

Il fatto di riuscire ad aggrapparsi e adattarsi perfettamente al supporto sottostante e creare un manto unico e omogeneo, senza alcuna giunzione, è quello che fa più la differenza tra un ottimo strato impermeabilizzante e uno di bassa qualità.

Ma come tutti sappiamo, da grandi poteri derivano grandi responsabilità (difficoltà, in questo caso).

Infatti, la Poliurea a spruzzo, per essere posata a regola d’arte richiede tecnologie complesse e macchinari elettromeccanici di dimensioni e potenze importanti.

E questi macchinari – in grado di erogare pressioni intorno ai 150-200 bar – inevitabilmente hanno bisogno di essere monitorati costantemente e richiedono una manutenzione precisa e frequente, per poter operare con continuità e permettere una continua applicazione della Poliurea a spruzzo con la massima qualità.

Soprattutto perché la Poliurea è un materiale bicomponente composto da due elementi differenti (la resina e il suo catalizzatore) che reagiscono chimicamente quando entrano in contatto l’uno con l’altro.

Quindi se il macchinario non è perfettamente in salute, i due componenti della Poliurea potrebbero entrare in contatto all’interno del macchinario, compromettendone il suo funzionamento e arrecando seri danni, come rotture e crepe interne, che poi vanno ad influire sulla reazione chimica della Poliurea.

E se i due componenti non vengono miscelati con le giuste quantità, non possono reagire correttamente.

Di conseguenza, l’operatore – a sua insaputa – si troverà a posare una Poliurea che, per forza di cose, non potrà durare nel tempo, perché la sua struttura chimica è stata alterata.

Questo significa che dopo qualche mese, su quello strato impermeabilizzante che doveva essere omogeneo e performante, appariranno crepe e rotture.

E indovina dove si infiltrerà l’acqua durante il primo temporale?

Quindi, anche se all’apparenza la Poliurea a spruzzo sembra “facile” da applicare, dietro c’è tutta una serie di accorgimenti e problemi da tenere in considerazione.

Ecco perché gli operatori di Poliurea Italia, prima di ricevere la certificazione di Operatore Qualificato Poliurea Italia, devono completare un processo di formazione della durata di 2 anni.

Devono prima diventare degli esperti del funzionamento della manutenzione dei macchinari che poi andranno ad utilizzare, oltre che a fare pratica con la posa della Poliurea a spruzzo.

Quindi se il tuo stabile o il tuo capannone ha problemi di infiltrazioni, valuta attentamente a chi affidarti.

Per abbattere i costi di manutenzione delle loro coperture, grandi colossi come Banca Mediolanum, Cisalfa e l’Università di Trieste hanno scelto…

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